Host di Airbnb

Da novembre 2017 sono un host di Airbnb. Ho iniziato questa nuova esperienza occupandomi della gestione online di un annuncio per un monolocale nel centro di Bologna. Ora il mio contributo spazia sull’intera gestione degli affitti turistici (gli alloggi seguiti sono nel frattempo aumentati), sia per quanto riguarda la parte web, sia per tutto ciò che concerne le attività di accoglienza degli ospiti.

Ecco un’anteprima dell’annuncio:

P49 – Monolocale in centro

Chi fosse interessato alla mia collaborazione per gestire i propri appartamenti turistici nella zona di Bologna o semplicemente volesse ricevere una consulenza può contattarmi cliccando qui.

 

 

Poveri ma Brutti

Creazione e gestione della fanpage “Poveri ma Brutti” su Facebook

 

Poveri ma Brutti nasce circa 3 anni fa su Facebook come progetto personale dedicato al mondo del soft humour e dello svago in genere. Oggi, con quasi 350.000 fanè una delle pagine più attive e seguite in questa speciale categoria d’intrattenimento, un risultato ottenuto esclusivamente in maniera organica, quindi senza alcun tipo di sponsorizzazione.

Molti si chiederanno (o si saranno già chiesti): cosa significa “poveromabrutto“? Il nome nasce da un’ingenerosa storpiatura del film capolavoro del 1957, “Poveri ma Belli”. Ma al di là del gioco di parole questo neologismo (e il suo acronimo PmB) entra di diritto nel vocabolario della lingua social con un ventaglio di accezioni che poco o nulla hanno a che vedere con l’opera di Dino Risi.

Ecco allora che “poveromabrutto” diviene idealmente il profilo di chi ama divertirsi senza pensar troppo alle conseguenze, di chi sceglie una vita fuori dagli schemi dell’apparenza , di chi è controcorrente, di chi adotta ingegnose soluzioni lowcost di fronte alle avversità, di chi commette errori clamorosi (epic fail) o compie scelte assurde e soprattutto di chi è ironico ed autoironico. E’ evidente che in questo grande calderone di sfumature, ognuno di noi, almeno un volta nella vita, è stato un poveromabrutto. Ciò non deve essere motivo di scherno, tutt’altro, perchè proprio la fallibilità della natura umana e lo spirito di adattamento ci rendono tutti uguali. Poveri ma Brutti è questo e tanto altro ancora e l’appellativo, oltre che alle persone, si può tranquillamente riferire a contesti, oggetti o attività.

Leggi qui per scoprire cosa GQ Italia dice di noi

La vera scommessa, in fase ideativa e realizzativa, è stata quella di selezionare e creare contenuti idonei e coerenti con questo concept, cercando giorno dopo giorno di rafforzare il senso di appartenza a una vera community, presupposto indispensabile per questa tipologia di fanpage, ma altresì valido per qualsiasi realtà di brand. Un passo importante è stato introdurre appuntamenti settimanali con alcuni mondi dove lo spirito PmB si manifesta con palese evidenza, come la musica e il cinema. In questo senso sono nate rubriche quali #lunedifilm e #martedisco, affiancate al #giovediclassic, spazio riservato al vintage e alla memoria storica.

Sempre nella direzione di community condivisa, è nato, anch’esso su Fb, il gruppo chiuso PmB Official, dove gli oltre 11.500 iscritti  pubblicano quotidianamente contenuti in linea con il mood della pagina e contribuiscono attivamente alla crescita della stessa. Assieme a loro si segnalano le decine di messaggi di posta che ogni giorno arrivano, offrendo spunti, proposte e materiale inedito da pubblicare.

Tutto chiaro? Forse sì, forse no. La soluzione migliore è visitare la pagina, leggerne le informazioni e visualizzare i post pubblicati. Se condividete questo spirito non vi resterà che aggiungere il like e seguire gli aggiornamenti!

Ciao a tutti, Poveri ma Brutti

 

Cerimonie che Passione

Ideazione e gestione di una pagina ironica su Facebook: il caso Cerimonie che Passione

Nata nel 2017 come spin-off della mia pagina Poveri ma Brutti (clicca qui per saperne di più), oggi è una realtà in costante crescita organica, con oltre 40000 fan attivi su Facebook. L’idea centrale è quella di raccontare il mondo delle cerimonie in una chiave diversa, decisamente ironica, ma forse più vera e genuina.

A prima vista può sembrare semplicemente una carrellata di servizi fotografici imbarazzanti, matrimoni poco sobri, outfit rivedibili e dj improvvisati, ma il messaggio che si vuole trasmettere è diverso. La cerimonia, come rito di passaggio, può essere vista e vissuta in molte maniere, a seconda del contesto culturale in cui si celebra. Ciò che a noi sembra assurdo o trash per molti altri è semplicemente normale o elegante.

Molti dei post pubblicati riguardano riti, cerimonie e feste slave, per una passione viscerale che mi lega ad usi e costumi di quei popoli. Ma si spazia anche su altre nazioni e culture, garantendo una visione ampia di questo mondo che ha radici ancestrali e dietro al quale si muove un business fortissimo.

Uno dei punti di forza della pagina è il copy che accompagna ogni contenuto condiviso. Le foto, selezionate dal web o inviate dai fan, sono totalmente reinterpretate (con nomi, luoghi e situazioni fittizie) cercando un racconto di sfondo che sia ispirazionale e non solo didascalico. Per aiutarmi in tutto questo ho coinvolto nel progetto l’amico e collega Stefano Usai, che come me apprezza l’ironia e lo storytelling creativo.

Se ho suscitato la vostra curiosità non vi resta che andare sulla pagina e seguire i post pubblicati!